News & stampaProsciutto di Parma piace agli adolescenti

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31/01/2022

La pandemia ha cambiato l’alimentazione dei ragazzi che oggi riscoprono la dieta mediterranea e le eccellenze DOP e IGP dell’Emilia-Romagna

Non solo Prosciutto di Parma, ma anche Parmigiano-Reggiano, Coppa Piacentina e tutte le altre eccellenze DOP e IGP dell’Emilia-Romagna.

La pandemia ha modificato l’atteggiamento degli adolescenti nei confronti del cibo e nelle modalità con cui si rapportano quotidianamente all’alimentazione tornando anche a riscoprire i prodotti tipici del territorio e della tradizione a cui il 70/80% degli intervistati associa una straordinaria superiorità qualitativa rispetto alle alternative “convenzionali” disponibili sul mercato. Al contempo emerge una crescente aderenza di questi ragazzi e ragazze, nei loro consumi quotidiani, ai principi-guida della cosiddetta dieta mediterranea.

È quanto emerge dalla prima ricerca in campo nazionale svolta dal team di studio dell’Università Cattolica di Piacenza insieme a ANBI Emilia Romagna, CREA e Consorzio di bonifica di Piacenza, il 54% dei ragazzi intervistati (studenti delle Scuole Superiori dell’Emilia-Romagna)* ha esplicitamente dichiarato di aver cambiato le proprie abitudini alimentari da quando il virus Covid-19 ha fatto improvvisa irruzione nelle loro vite.

Tra i cambiamenti in senso peggiorativo c’è da un lato un aumento del tempo in solitudine e dedicato all’uso dei device digitali, con i conseguenti impatti negativi sulla socialità, inclusa quella della condivisione del cibo come momento di gratificazione e di evasione. Ne deriva che circa il 15% dei ragazzi adolescenti vive l’alimentazione come un problema, che l’emergenza Covid-19 ha di fatto esasperato.  Dall’altro lato, vi è il consolidamento della brutta abitudine di non fare la prima colazione.

I cambiamenti migliorativi però sono molti e decisamente incoraggianti.

I lockdown, la DAD, lo smart working e più in generale il maggior tempo trascorso tra le mura domestiche hanno favorito il recupero della socialità dei pasti in famiglia per il 96% dei casi.

Un altro aspetto positivo indotto dall’emergenza Covid-19 è stato quello di una maggiore attenzione, rispetto al passato, alla sicurezza dei prodotti e un fortissimo bisogno di rassicurazione da parte dei giovani rispetto a tutto ciò che si mangia e si beve. E, nello stesso tempo, c’è una diffusa propensione al “salutismo” alimentare: 2 adolescenti su 3 hanno iniziato a scegliere cibi con meno grassi, meno zuccheri, meno sale e/o hanno ridotto la quantità complessiva di cibo consumato. Il tutto accompagnato da un’ottima predisposizione a svolgere attività fisica.

 

*Un campione rappresentativo di circa 600 studenti raccolto nel corso del progetto Acqua da Mangiare di ANBI Emilia Romagna negli istituti superiori svolto durante i mesi di lockdown

 

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