La DOP e il territorio

Il Prosciutto di Parma è DOP. Con la dizione Denominazione di Origine Protetta si designano i prodotti legati in modo univoco alla zona geografica di cui portano il nome.

Una condizione essenziale per ottenere il Prosciutto di Parma è che l’intera lavorazione, dalla trasformazione della materia prima al prodotto finito, avvenga in zona tipica: un’area estremamente limitata che comprende il territorio della provincia di Parma posto a sud della via Emilia a distanza di almeno 5 Km da questa, fino a un’altitudine di m. 900, delimitato a est dal fiume Enza e a ovest dal torrente Stirone.

La qualità e le caratteristiche del prodotto devono potersi ricondurre a questo territorio, perché proprio in questa area esistono conoscenze tecniche adeguate e condizioni climatiche ideali per l’asciugatura, ossia la stagionatura naturale che darà dolcezza e gusto al Prosciutto di Parma.

L'area di produzione del Prosciutto di Parma

Il Festival del Prosciutto di Parma

Istituito nel 1997, il Festival del Prosciutto di Parma è diventato, negli anni, un appuntamento imperdibile per celebrare e degustare il Re dei Prosciutti in tutte le sue mille sfaccettature. Una festa di musica e buon cibo che si tiene in una cornice unica, fra le bellezze naturalistiche e culturali dei territori di Parma e Langhirano.

Cuore pulsante della manifestazione è Finestre Aperte. Un momento d’eccezione, in cui i prosciuttifici spalancano le loro porte per permettere agli appassionati di assistere all’intero ciclo di lavorazione. Sono i produttori a illustrare il segreto che – per una magica combinazione di clima, tradizione e passione – permette alla coscia di suino di diventare Prosciutto di Parma, uno dei prodotti simbolo del Made in Italy nel mondo.

Fra storia e gastronomia

Il Museo del Prosciutto di Parma fa parte del circuito dei Musei del Cibo della provincia di Parma che comprende anche il Museo del Parmigiano Reggiano a Soragna, il Museo del Pomodoro a Collecchio e il Museo del Salame a Felino.

Il Museo sorge a Langhirano, capitale del Prosciutto di Parma, nel complesso integralmente restaurato dell’ex Foro Boario. Una splendida architettura rurale del 1928, storicamente destinata alla contrattazione del bestiame, in una zona fortemente caratterizzata dalla lavorazione e dalla stagionatura delle carni suine.

Il percorso espositivo ricostruisce, da una parte, il processo di produzione dei pregiati prodotti dell’Arte “salumaria” parmense “dal Suino ai Salumi”, dall’altra costituisce una sorta di viaggio ideale dall’antica norcineria fino alle metodologie della produzione odierna.

Otto sezioni tematiche con materiali fotografici, documenti storici, macchinari e proiezioni audiovisive. Ciascuna sezione mette in risalto:

  • il territorio e la sua storia;
  • le razze suine determinanti per la produzione;
  • il ruolo storico, politico e alimentare del sale;
  • la norcineria e i suoi gesti antichi;
  • i salumi parmensi che profumano di tradizione;
  • la straordinaria ricchezza gastronomica;
  • la lavorazione del prosciutto;
  • il Consorzio del Prosciutto di Parma per la salvaguardia della qualità.

Informazioni e Prenotazioni

Museo del Prosciutto: Tel. ++39-0521.864324
E-mail: prenotazioni.prosciutto@museidelcibo.it
www.museidelcibo.it

Prosciutto di Parma incontra l’arte

Nell’ambito delle iniziative legate alle celebrazioni di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020+21, il Consorzio del Prosciutto di Parma, insieme ai suoi produttori, ha donato al Comune di Parma una scultura che celebra lo stretto legame tra il Prosciutto di Parma, il territorio di produzione e la città di cui porta il nome.

L’opera, denominata Manufatto, è realizzata dal giovane architetto e scultore Fabrizio Fiscaletti ed è installata in modo permanente presso la sede del Consorzio del Prosciutto di Parma.

Manufatto raffigura l’unione del Prosciutto di Parma e l’uomo, il territorio e la Corona ducale, simbolo per eccellenza del prodotto stesso.

Manufatto è una scultura anamorfica, vale a dire che tende ad assumere, agli occhi dell’osservatore, forme diverse a seconda del punto di osservazione.

L’anamorfismo, tecnica largamente usata nel Rinascimento, crea un effetto di illusione ottica per cui la proiezione distorta di un’immagine rende il soggetto originale riconoscibile solamente da una posizione precisa. Questi principi prospettici sono presenti nella scultura: la mano dell’Uomo emerge dal suolo della città di Parma, rappresentato dalla silhouette del Battistero inciso sul gambetto, e insieme alle aziende del Consorzio identificate dalla Corona incisa nella noce, danno vita al Prosciutto di Parma.

L’opera invita quindi l’osservatore a cambiare prospettiva e angolazione, a non rimanere fermi, ma a muoversi per osservare meglio l’installazione da punti diversi, cercando significati inediti e liberando la mente da ogni concetto preordinato.

Il nome della scultura – Manufatto, dal latino manu factus, «fatto a mano» – vuole rimarcare ciò che è stato creato dalla mano dell’uomo e mette in relazione la forma dell’opera con l’anima del Prosciutto di Parma: fin dall’epoca romana, in un territorio estremamente circoscritto della provincia di Parma, abili mani rifilano, salano, sugnano, massaggiano e infine marchiano il Prosciutto di Parma.

Curiosità

Curiosità

Consorzio del Prosciutto di Parma
 
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