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07/02/2012
2011 in crescita per il Parma in vaschetta
Ottime le performance del Regno Unito e Germania
Parma, 7 febbraio 2012 – Il Prosciutto di Parma in vaschetta chiude il 2011 col segno positivo: sono quasi 67 milioni le confezioni vendute dalle aziende del Consorzio che registrano un incremento complessivo del 10,6% rispetto all’anno precedente. Il Parma in vaschetta conferma così le brillanti performance degli ultimi anni andando a consolidare un trend di crescita particolarmente favorevole sia in Italia con circa 402 mila prosciutti (+3,5%), sia all’estero con un aumento del 9,3% (976 mila) nella vendita di prosciutti con la Corona.
Questo segmento, assorbito per il 70% dai mercati esteri e per il restante 30% dal mercato nazionale, si dimostra molto dinamico e in forte espansione – commenta Paolo Tanara, Presidente del Consorzio del Prosciutto di Parma. Rappresenta oggi una realtà decisamente importante per il nostro comparto: sono infatti circa una trentina i laboratori che trattano il Parma dislocati esclusivamente nella zona tipica di produzione che nel 2011 hanno affettato più di un milione di prosciutti, con un aumento del 7,5% rispetto all’anno precedente. La performance del mercato italiano, seppure complessivamente positiva, è stata penalizzata da una leggera flessione nell’ultimo trimestre, mentre la prima parte dell’anno ha registrato buoni risultati. Le esportazioni invece mostrano una crescita eccezionale nel secondo trimestre e un andamento più regolare negli altri periodi. La stagionalità influisce indubbiamente sulle vendite del nostro prodotto sia in Italia sia sui mercati internazionali con picchi nel periodo estivo e natalizio e punti più bassi a inizio anno e inizio autunno.
In particolare sui mercati esteri, la Gran Bretagna si conferma il primo mercato del Prosciutto di Parma con più di 17 milioni di confezioni vendute (+4,8%), ma spicca soprattutto l’eccezionale risultato fatto registrare dalla Germania, che da sola ha contribuito per un buon 60% alla crescita delle esportazioni. Ottime le performance di due mercati emergenti, Russia e Australia e in generale molto bene il mercato comunitario, soprattutto il Nord Europa. In lieve difficoltà invece i principali mercati terzi e gli USA.