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17/03/2017
Prosciutto di Parma a Taiwan: al via le esportazioni

Taiwan apre al Prosciutto di Parma. Il Bureau of Animal and Plant Health Inspection and Quarantine (BAPHIQ) di Taiwan ha infatti ufficialmente riconosciuto l’Italia indenne da Peste Suina Africana (PSA), ad eccezione della Sardegna. Una malattia infettiva che colpisce soltanto i suini e che di fatto impediva l’esportazione di carne e prodotti a base di carne suina dall’Italia.

 

Ottimo risultato per i nostri produttori – ha dichiarato Vittorio Capanna, presidente del Consorzio. Le motivazioni della chiusura di Taiwan erano praticamente immotivate se si considera che il Prosciutto di Parma offre garanzie di carattere sanitario superiori rispetto agli altri prodotti in quanto la materia prima deriva da suini nati e allevati esclusivamente in dieci regioni del centro-nord Italia, escludendo quindi la possibilità che essa derivi dalla Sardegna.

 

Il Prosciutto di Parma inoltre, grazie alla particolarità del suo processo produttivo, è in grado di assicurare l’inattivazione di diversi virus responsabili di malattie infettive del suino, tra cui quello che causa la Peste Suina Africana.

Studi scientifici internazionali hanno infatti dimostrato che il virus agente della Peste Suina Africana viene totalmente inattivato dopo 399 giorni di stagionatura. Questa è la motivazione per cui il Prosciutto di Parma, che per Disciplinare ha una stagionatura minima di 12 mesi, viene attualmente esportato in diversi Paesi Terzi, come gli Stati Uniti e l’Australia, con una stagionatura minima di 400 giorni.

 

E’ doveroso ringraziare l’on. Romanini e il nostro Ministero della Salute impegnati per alcuni anni in complesse trattative per dimostrare l’effettivo isolamento della penisola italiana dalla regione sarda per ciò che riguarda le problematiche correlate alla PSA – ha continuato Capanna. Parallelamente le Autorità taiwanesi hanno effettuato diverse visite ispettive in Italia che hanno coinvolto direttamente il Consorzio e alcuni nostri produttori i cui esiti positivi hanno portato al riconoscimento del principio di regionalizzazione sancito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità Animale (OIE).

Per avviare concretamente le esportazioni in questo Paese restano ancora da definire il certificato sanitario e le modalità di riconoscimento degli stabilimenti di trasformazione delle carni suine. Taiwan si aggiunge così alla già lunga lista degli oltre 90 Paesi in cui è attualmente esportato il Prosciutto di Parma.