Quello dolce è il Crudo di Parma
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Il Commissario UE Ciolos a Parma

08.05.10

Il nuovo Commissario Europeo all'Agricoltura Dacian Ciolos accompagnato da membri del suo Gabinetto è stato a Parma per discutere, con i produttori di Prosciutto di Parma e Parmigiano-Reggiano, due tra le maggiori DOP europee, il futuro della Politica Agricola Comune (PAC) e, in modo particolare, delle riforme alla Politica europea per la Qualità nell'agricoltura.

Il Commissario Ciolos si è recato in visita presso il Caseificio Consorzio Produttori Latte di Parma e presso il prosciuttificio Slega di Langhirano ed ha incontrato G. Alai, Presidente del Consorzio del Formaggio Parmigiano-Reggiano e Paolo Tanara, Presidente del Consorzio del Prosciutto di Parma.

Questa visita avviene in un momento molto importante in cui il Commissario Ciolos ha avviato, lo scorso 12 Aprile, un dibattito pubblico sul ruolo dell'agricoltura nella società europea, all'interno del processo di definizione delle nuove proposte sul futuro PAC nel 2013, ed in cui la Commissione Europea sta predisponendo alcune proposte legislative sulla politica della qualità che coinvolgeranno direttamene anche le indicazioni geografiche, come Prosciutto di Parma e Parmigiano-Reggiano.

"Siamo soddisfatti dell'opportunità concessa dal Commissario Ciolos di spiegare dettagliatamente le specificità che contraddistinguono i nostri settori e le nostre DOP. Il confronto sulle sfide che i prodotti a indicazioni geografica dovranno affrontare e sugli strumenti necessari per gestire in modo armonioso lo sviluppo dei mercati, con l'obiettivo di limitare gli effetti della crisi globale, è stato molto interessante. In particolare, abbiamo evidenziato come sia per noi indispensabile ottenere nuovi strumenti pubblici e riconoscimenti legislativi che legittimino i Consorzi a governare il mercato e a gestire le potenzialità delle nostre produzioni. Il Parlamento Europeo ha recentemente appoggiato questa posizione; ora ci auguriamo che la Commissione avanzi proposte legislative concrete in occasione della prossima discussione in merito al futuro della politica della qualità", ha dichiarato Giuseppe Alai, Presidente del Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano.

Il confronto ha analizzato anche il problema della contraffazione e delle modalità attraverso cui affrontare il fenomeno di quei prodotti che sfruttano indebitamente il nome e la reputazione delle DOP.

"I nostri Consorzi investono ogni anno una parte importante delle proprie risorse economiche per contrastare in tutto il mondo i numerosi casi di contraffazione e di abusi. La piaga della contraffazione, oltre a danneggiare gli interessi economici dei nostri produttori, ha un impatto fortemente negativo sulla reputazione delle nostre DOP e sulla percezione della qualità dei nostri prodotti agli occhi del consumatore. E, non da ultimo, viola il diritto di ogni singolo consumatore a non essere ingannato attraverso frodi commerciali più o meno esplicite. Considerando che la Commissione Europea si vede ora impegnata in importanti trattative in sede OMC e in negoziati bilaterali, abbiamo chiesto al Commissario Ciolos che continui a sostenere il nostro impegno in questa lotta. Ci auguriamo di poter riscontrare, al più presto, qualche risultato positivo, almeno in quelle situazioni di particolare gravità come, ad esempio, quella canadese", ha sottolineato Paolo Tanara, Presidente del Consorzio del Prosciutto di Parma.

Entrambi i Presidenti hanno avanzato alcune idee riguardanti l'attuale dibattito sul futuro della politica della qualità, insistendo particolarmente sulla necessità di rafforzare il ruolo delle associazioni di produttori nella gestione e protezione dei prodotti IG.

"Il sistema Europeo non riconosce ancora pienamente la presenza e le funzioni svolte dalle associazioni di produttori di prodotti DOP, nonostante in molti paesi, come in Italia, tali associazioni svolgano un ruolo chiave nella protezione e promozione delle loro denominazioni. Comparando la posizione dei titolari di marchi registrati con quella di tali associazioni, si può facilmente riscontrare un'abissale differenza tra le facoltà ed i poteri riconosciuti ai primi e non a queste ultime, alle quali in sostanza non è riconosciuta nessuna capacità di intervento sulle problematiche legate alla distribuzione e alla vendita dei propri DOP e IGP. A nostro avviso, i Consorzi e più in generale tutte le associazioni di produttori dovrebbero avere il diritto di stabilire regole riguardanti fattispecie come il confezionamento dei prodotti nella zona di produzione o il riferimento alla denominazione tutelata nella denominazione commerciale di prodotti composti", ha dichiarato Giuseppe Alai, Presidente del Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano.

"Il colloquio con il Commissario Ciolos in merito ad alcune delle opzioni attualmente presenti sul tavolo della Commissione Europea concernenti il futuro delle politiche della qualità in Europa è stato franco e soddisfacente. Abbiamo illustrato le ragioni per cui non condividiamo la proposta di fondere le DOP e le IGP in un'unica indistinta denominazione geografica e di introdurre un logo di qualità superiore per contraddistinguere tutti i prodotti europei. Parallelamente, abbiamo confermato la nostra piena condivisione dell'attuale politica di promozione dell'Unione chiedendone, nel limite del possibile, una conferma ed un rafforzamento. Più in generale, abbiamo chiesto di riaffermare con chiarezza e decisione, soprattutto con riferimento alla gestione del sistema delle indicazioni geografiche, il principio "più Europa", poiché riteniamo che l'approccio centralizzato e armonizzato a livello comunitario sia maggiormente efficace per lo sviluppo delle indicazioni geografiche", ha concluso Paolo Tanara, Presidente del Consorzio del Prosciutto di Parma.

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