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Il Prosciutto di Parma: da sgrassare?
11.03.10
Riprendiamo un tema che ha suscitato un acceso dibattito sulla nostra fan page in facebook (http://www.facebook.com/#!/prosciuttodiparma?ref=ts), vale a dire l’eterna disputa tra chi mangia il prosciutto sgrassato e chi lo mangia tal quale. Molti nostri fan ci chiedono se il grasso del Prosciutto di Parma “fa male” e se è da evitare in una dieta equilibrata. Possiamo tranquillizzare i patiti della linea: il Prosciutto di Parma è un cibo indicato anche per chi deve osservare un regime ipocalorico. Ha basso contenuto di colesterolo, paragonabile alla carne di vitello, pollo, coniglio e alta percentuale di acido oleico benefico per la prevenzione dell'arteriosclerosi. 100 g di Prosciutto di Parma apportano circa 280 Kcalorie, con il prodotto tal quale, e appena 150 Kcal con il prodotto privato del grasso visibile. Noi del Consorzio consigliamo sempre di non eliminare il grasso. E questo per due motivi. Prima di tutto perché è squisito: è il grasso che dona al prosciutto la sua inconfondibile dolcezza. Inoltre, perché i grassi del prosciutto sono grassi “buoni”. I riscontri relativi alla composizione del contenuto lipidico rivelano un contenuto di acido oleico (il principale componente dell’olio di oliva) del 48%, di acido linoleico dell’ 11% e di acido stearico (che nell’organismo viene convertito in acido oleico) dell’11%, per cui, il contenuto in acidi grassi insaturi – i cosiddetti acidi “buoni” – risulta pari a oltre il 70%. E’ per questo che il Prosciutto di Parma – senza conservanti, coloranti, nitriti e nitrati – è perfetto anche per l’alimentazione dei più piccoli.
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