Quello dolce è il Crudo di Parma
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Vola l'export

21.03.08

Record per l’export del Prosciutto di Parma che chiude l’anno registrando un incremento delle vendite pari al 9%, crescita decisamente superiore a quella del prosciutto crudo italiano generico che aumenta dell’1,5%. Oltre 2 milioni di Prosciutti di Parma hanno varcato i confini della penisola, con un incremento di 175.000 unità rispetto all’anno precedente.

L’export rappresenta oggi il 22% della produzione annuale di Prosciutto di Parma. Un dato eccezionale se paragonato alla media nazionale dell’industria agroalimentare, che si attesta al 15% e, soprattutto della salumeria italiana, che supera di poco il 10%.

Con un valore di circa 170 milioni di Euro, il Parma rappresenta oggi il 37% dell’export complessivo di prosciutto crudo italiano (inclusi speck, coppa e culatello). Ottimo il trend di medio periodo: negli ultimi 5 anni l’export ha fatto registrare un incrementato di oltre 500.000 pezzi.

Da segnalare, in particolare, le ottime performance del preaffettato: il Parma in vaschetta registra un incremento del 25% rispetto al 2006. Le aziende del Consorzio hanno venduto circa 50 milioni di confezioni pari ad oltre 5.200 tonnellate di prodotto. Di queste, 14 milioni di confezioni sono rimaste in Italia mentre 36 milioni hanno varcato i confini. Il Parma si vende in oltre 60 paesi del mondo.

Con una quota del 65%, l’U.E. assorbe ancora la parte preponderante delle esportazioni, ma la quota export nei paesi extraeuropei è in forte crescita ed ha superato abbondantemente la quota mezzo milione di pezzi. Analizzando le performance dei singoli Paesi, ottimi i risultati della Francia (+5,6% con 455 mila prosciutti), che si conferma il primo mercato, degli Stati Uniti (+17,8% con 426 mila prosciutti), della Gran Bretagna (+18,1% con 280 mila prosciutti) e in generale dei paesi del Nord Europa che crescono a due cifre.

Oltreoceano stabile il Canada, fioriscono invece le nuove realtà del continente asiatico, quali Hong Kong, Singapore, Dubai, Corea e Thailandia. Da segnalare infine il debutto dell’Australia che, nonostante le problematiche relative alla reperibilità di prodotto esportabile, con 13.500 pezzi fa segnare nel primo anno un risultato che è di buon auspicio per il futuro.

Siamo estremamente soddisfatti: l’export del Parma registra una crescita pari al 9%: il mercato estero rappresenta ora il 22% del giro di affari. I risultati conseguiti sono il frutto di una precisa strategia del Consorzio che negli ultimi anni ha investito risorse ed energie nello sviluppo dei mercati esteri” afferma Stefano Tedeschi, presidente del Consorzio del Prosciutto di Parma.

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